
Ieri sono andato al parco a fare movimento e il mio ego è stato rapidamente rimesso al suo posto dalla forza di gravità.
Stavo facendo il figo: in equilibrio su una gamba sullo schienale di una panchina in legno, mentre mi allenavo nel juggling con 3 palline.
Oltre ad allenarmi in contesti complessi ed instabili, volevo che mi vedessero tre persone che stavano passando.
A un certo punto sono caduto ed, Invece di disimpegnarmi lateralmente sul prato come ho fatto altre volte, mi si è incastrata la caviglia sinistra nella panchina.
Risultato: caviglia interna leggermente scorticata e, stamattina, dolore in 2 punti del piede e difficoltà a camminare.
La cosa più interessante, però, non è stata la caduta, è stato osservare cosa è successo dopo: nel tentativo di alleggerire il carico su QUEL piede, ho iniziato a contrarre in modo innaturale ALTRE parti del corpo. Mi muovo in modo strano, poco fluido, innaturale. E faccio più fatica.
Il corpo, quando un punto è compromesso, compensa.
Ed è esattamente ciò che facciamo anche noi quando deviamo da ciò che vogliamo veramente.
Quando ti allontani dal tuo intento profondo, ciò che vuoi veramente, inizi a compensare.
Ti irrigidisci nel corpo.
Ti irrigidisci nei comportamenti.
Ti irrigidisci anche nel pensiero.
La tua capacità di ragionare in modo pulito cala, perché una parte della tua energia non è più disponibile per vedere con chiarezza.
Viene spesa per “tenere insieme i pezzi”.
È come se indossassi una maschera.
E quella maschera ha un costo enorme: ti toglie energia, naturalezza, precisione.
Puoi anche continuare ad andare avanti, certo, ma non ti muovi più bene. Ti muovi compensando.
E quando vivi compensando, prima o poi il prezzo lo senti.
La domanda allora è semplice:
In quale area della tua vita stai compensando, invece di muoverti in modo pulito e naturale?


